Diagnosticare il morbo di Parkinson monitorando i soggetti a rischio attraverso un piccolo dispositivo da indossare: più di un orologio, PD – Watch!

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Selezionato tra i progetti finalisti del R.O.M.E. Prize nel corso della IV Edizione di Maker Faire Rome – The European Edition 4.0, con PD – Watch la diagnosi del morbo di Parkinson è al polso: Luigi Battista, ingegnere biomedico di Potenza, ideatore di questo incredibile dispositivo da indossare ci spiega come nasce il connubio tra “health” e “wearable” .

 

D. Ciao Luigi, è passato poco più di un mese da Maker Faire Rome. E’ un piacere ritrovarti e tornare a parlare di te e del tuo incredibile progetto. A questo punto bando alle ciance e raccontaci tutto! 

R. Ciao a tutti e ben ritrovati! Inizio da me per arrivare poi a raccontarvi meglio PD – Watch. Mi chiamo Luigi, ho 31 anni, vengo da Potenza, Basilicata, sono un ingegnere biomedico e un appassionato di tecnologie in ambito biomedico.

Attualmente svolgo la professione di ingegnere clinico e con l’iniziativa Biomedical Lab sto lavorando su due progetti: il PD-Watch, l’orologio per il Parkinson, ed il MyVenus, un sistema di telemedicina per ventilazione meccanica domiciliare. Il progetto “Parkinson’s Disease Watch”, da cui PD-Watch, riguarda la realizzazione di un dispositivo medico indossabile, configurato come orologio da polso, da impiegare per supportare la diagnosi del morbo di Parkinson in soggetti a rischio, per monitorare il decorso temporale di tale malattia e per quantificare gli effetti terapeutici del piano di cura messo in atto.

Il PD-Watch nasce per ridurre delle problematiche legate al fatto che sia la diagnosi del morbo di Parkinson, sia la valutazione dell’andamento della malattia nel tempo, sono essenzialmente cliniche e si basano sull’esecuzione di esami neurologici e semplici test motori; tuttavia, queste valutazioni sono in grado di evidenziare la gravità dei sintomi motori solo nel corso dell’esame neurologico, che normalmente ha una durata limitata, mentre tale gravità può variare notevolmente durante tutta la giornata.

Grazie al PD-Watch è invece possibile effettuare un monitoraggio continuativo dello stato di salute del paziente parkinsoniano, in ogni momento della giornata ed in qualunque posto si possa trovare.

D. Quali sono i materiali, le tecnologie e le macchine utilizzate per realizzarlo?

R. Il PD-Watch effettua la misurazione del tremore a riposo e dei sintomi motori dei pazienti parkinsoniani, durante tutti i momenti della giornata ed in qualunque posto essi si trovino, mediante l’impiego di un sistema di misura (accelerometro) indossabile inserito all’interno di un sistema elettronico, configurato come “orologio”. Le informazioni sul tremore e sui sintomi motori parkinsoniani vengono registrate su un supporto di memoria e poi vengono elaborate mediante un algoritmo dedicato. Mediante l’elaborazione, vengono individuati i momenti della giornata in cui si è verificato il tremore parkinsoniano e gli altri sintomi motori; inoltre, l’algoritmo permette di quantificare l’intensità dei sintomi motori (sia del singolo evento, sia dell’intera durata del monitoraggio) e fornisce al medico delle informazioni e delle immagini da cui è possibile, mediante un semplice sguardo, avere una indicazione sull’andamento complessivo del monitoraggio e dell’efficacia del piano di cura in atto.

D. Che cosa ha rappresentato per te partecipare alla IV Edizione di Maker Faire Rome – The European Edition 4.0?

R. Certamente una opportunità. Una opportunità per far conoscere il progetto e ricevere dei feedbacks e spunti preziosi per migliorare il dispositivo ed il progetto in generale. Una opportunità per fare rete e per conoscere altri makers, con le loro idee, i loro progetti e le loro storie.

D. I tre giorni di Fiera hanno ospitato più di 110.000 persone: hai avuto modo di interfacciarti con pubblico, makers e potenziali investitori?

R. Certamente si, mi sono interfacciato con il pubblico, sia per scambiare idee ed impressioni sul progetto, sia per un confronto più in generale sulla fiera e sull’innovazione. Ho avuto a che fare sia con semplici curiosi che con specialisti del settore che mi hanno incoraggiato ad andare avanti per la mia strada e a riflettere su alcuni aspetti del progetto. Ho avuto la possibilità anche di interfacciarmi con potenziali investitori e con altri makers, con cui stiamo valutando opportunità di collaborazione. Ovviamente, alla fiera erano presenti, insieme a me, gli altri componenti del team Biomedical Lab, Noemi Giorgio e Fabio Battista, è stato un bel lavoro di squadra.

D. Attraverso la partecipazione a Maker Faire Rome – The European Edition 4.0 e la partecipazione al R.O.M.E. Prize hai acquisito una visibilità internazionale: quali sono le tue aspettative a questo proposito?

R. Sono davvero orgoglioso che il mio progetto sia stato selezionato tra i 10 finalisti del R.O.M.E. Prize, è stata davvero una bellissima ed inaspettata sorpresa. Sono felicissimo di aver avuto questa possibilità, che è stata arricchita anche dalla selezione in finale per lo StartUp Contest 2016 e MakeToCare. Ma al di là delle finali e della visibilità, che comunque portano tanta soddisfazione e ti spingono a lavorare quotidianamente con molto più entusiasmo, le mie aspettative sono legate alla realizzazione del mio progetto; l’obiettivo di questo e di tutti gli altri progetti che sto portando avanti è quello di mettere a disposizione delle persone strumenti e soluzioni utili per migliorare la loro vita e per ridurre i problemi con cui convivono tutti i giorni.

D. Questo non può che essere un obiettivo più che nobile e siamo più che certi che lo raggiungerai in fretta. A questo punto, considerato anche il numero sempre più crescente di giovani che cercando di “dar forma” alle proprie idee, brillanti e davvero innovative, quali consigli ti sentiresti di dare a chi ha davvero la voglia – e sicuramente il coraggio – di affacciarsi sul mercato?

R. Di provarci, subito, anche se si dispone di poche risorse.

D. Ultima domanda, ma non meno importante: ti abbiamo visto impegnato con PD – Watch e ci hai anticipato un altro tuo progetto, MyVenus: cos’altro “bolle in pentola” e che aspettative hai per il futuro? 

R. Continuare lo sviluppo del PD-Watch, valutare tutti i feedbacks e suggerimenti ricevuti, migliorare lo stato attuale del dispositivo e del progetto… dandomi come scadenza la prossima edizione della Maker Faire Rome – The European Edition! Magari ci rivediamo tra un anno per vedere i progressi fatti e per vedere se ho mantenuto le promesse…

 

E noi siamo certi che le promesse saranno assolutamente mantenute perciò… ci diamo appuntamento al 2017!

 

Leggi l’articolo sul sito della Maker Faire:

R.O.M.E. Prize: Meet the Finalists – “PD – Watch”